Il male è difficile da definirsi, in quanto si traduce contemporaneamente nella violazione della morale collettiva, dell'etica individuale, nell'empietà o nella nocività di una persona, di un sodalizio di persone o di una cosa. In questi giorni si sentono molte persone che, nella scelta tra gli schieramenti politici, invocano "il male minore", quasi che una negatività in ragione della sua minore misura possa o debba essere scelta. Il percorso logico di costoro è carente in quanto mentre in una condizione di patologia biologica è preferibile scegliere l'inevitabile male minore in una dimensione politica si è facoltizzati a non scegliere. Per essere maggiormente chiari, tra andare a votare tra due differenti "mali" è sicuramente più dignitoso scegliere di non scegliere, ovvero di far propria quella che Nietzsche definisce la prima virtù di un aristocratico: "il senso della distanza" (Mensur).
Avv. Claudio Berrino





