giovedì 12 marzo 2026

"TERTIUM DATUR"

Stiamo assistendo in questi giorni agli ultimi interventi  a favore del Sì oppure del No al quesito referendario relativo alla separazione delle carriere dei Magistrati.  Reputo opportuno soffermarmi sul "tertium datur" ovvero  il pensiero di quegli italiani favorevoli al Boh, quella esclamazione primaria, usata nel linguaggio informale per esprimere incertezza, dubbio, incredulità o disinteresse. Pare infatti del tutto evidente che la maggioranza numerica degli italiani, che già non vota in occasione delle elezioni politiche o amministrative in ragione dell'inadeguatezza dell'offerta, non si recherà a votare nemmeno per il quesito referendario. Ciò avverrà non per negligenza ma per la maturata consapevolezza che nel nostro sistema di democrazia rappresentativa (che non è certamente il modello ateniese) il diritto di voto serve esclusivamente a un fine di legittimazione del sistema anziché a suo indirizzo. Secondo Ernst Jünger l'atto di votare nelle democrazie moderne è del tutto  inutile perché il sistema elettorale è diventato un automatismo tecnico che annulla la vera libertà individuale e la capacità di incidere sulla realtà. Il passaggio dai sistemi elettorali proporzionali puri a quelli con premio di maggioranza, che vanifica il rapporto tra voti raccolti ed esercizio del potere politico, attesta la correttezza di questa analisi.

Le elezioni moderne non sono del resto un esercizio di libera volontà, ma processi manipolati dalla tecnica e dalla propaganda. Il cittadino crede di scegliere, ma in realtà risponde a meccanismi mediatici prestabiliti dal potere crogiolandosi nell'illusione di una scelta in realtà indotta dalla pressione mediatica che l'ha generata. La verità o il valore di un'idea pare del resto  illogico dipendano dalla quantità di voti ricevuti. Questo "automatismo del numero" sacrifica l'eccellenza e l'autonomia spirituale del singolo. Nello Stato moderno l'apparato burocratico e tecnico è così pervasivo che il voto non può realmente cambiare la direzione della "nave del progresso". La politica istituzionale è vista come una maschera che nasconde il dominio della tecnica sulla vita umana. Jünger contrappone al "voto" ed agli acefali votanti la figura del Ribelle (o colui che "passa al bosco"). La vera libertà, afferma, non si esercita nell'urna, ma nella capacità del singolo di sottrarsi al condizionamento collettivo e di mantenere una propria sovranità interiore inviolabile. In sintesi, per Jünger il voto è un rito di legittimazione di un sistema che ha già deciso la propria rotta con modalità autoreferenziali quando non eterodirette. La vera azione politica e spirituale risiede oggi nella resistenza culturale individuale e nel rifiuto di farsi "catalogare" dalle statistiche elettorali ignorando politiche di convincimento degne dei peggiori piazzisti. Il "Passaggio al Bosco" jüngeriano, l' "Apolitia" evoliana o l' "Esilio Interiore" debenoistiano  in talune situazioni celano un significato etico e un valore politico maggiore di quello esercitato nelle loro tecniche affabulatorie dai professionisti (o meglio, stipendiati) della politica o dagli aspiranti tali.

Avv. Claudio Berrino

mercoledì 17 dicembre 2025

IL SACRO, IL PROFANO E LA PROFANAZIONE DEL SACRO

Più vivo e meno mi riconosco nei miei contemporanei. È di oggi lo sdegno mediatico e politico espresso nei confronti di un provvedimento giudiziale di scarcerazione dell'Imam di Torino, che precedentemente era stato ristretto nel CPR di Caltanissetta in virtù di un provvedimento amministrativo rivelatosi illegittimo. I parallelismi tra la cultura Islamica e il terrorismo paiono viziati da grossolana grettezza se non da crassa ignoranza. Paragonare un intellettuale arabo o un ministro di culto islamico a un "maranza" è esattamente come comparare il misticismo Sufi, Avicènna o Averroè a Don Alì. Premettendo e precisando che non sono un seguace di nessun culto monoteistico abramitico, sia esso il cristianesimo, l'Islam o l'ebraismo, in quanto profondamente affascinato dalle antiche religioni, non posso non osservare come la cultura "moresca" abbia condizionato favorevolmente molte regioni ispaniche nella musica e nelle arti, arricchendole significativamente. Per non parlare dei preziosi apporti alle scienze matematiche. Così pure un intellettuale di alto profilo come René Guénon, pietra miliare del Tradizionalismo primordiale, si è convertito in età matura all'Islam andando a vivere, condurre studi e a morire a Il Cairo. E ancora mi risulta che il Presidente della Fondazione Biennale di Venezia si sarebbe convertito negli scorsi anni alla religione Islamica. Tanto premesso il problema reale del terrorismo, che nulla ha a che vedere con la cultura araba e la religione Islamica, è che questo viene originato da condizioni di degrado umano e culturale di quelle generazioni che sono state indotte dai fautori del globalismo a stabilizzarsi in aree geografiche diverse da quelle di origine, perdendo i riferimenti spirituali e culturali necessari per condurre una vita equilibrata e degna di essere vissuta. Il mezzo migliore per evitare contrasti religiosi e sociali è che ognuno viva serenamente nella terra che ha dato i natali ai propri avi, rifuggendo le lusinghe di quanti vedono nel meticciamento culturale e nell'indistinto il destino ultimo dell'umanità.

Avv. Claudio Berrino

lunedì 17 novembre 2025

IL FATO RENDE LIBERI

Attraverso il sorteggio, nella democrazia ateniese, venivano assegnati gli incarichi pubblici all'interno della Bulé. Il sorteggio con la riforma della Giustizia indicherà i componenti dei differenti organi di autogoverno della magistratura inquirente e requirente. Sarebbe dunque logico ipotizzare il sorteggio tra i cittadini anche nella composizione del sistema parlamentare. In questo caso i potenziali candidati, ovvero tutti i componenti del popolo, verrebbero eletti non su indicazione delle segreterie dei partiti, non sulla base di quanto investono nella campagna elettorale, non in forza del possibile "aiutino" proveniente dalla malavita organizzata o dal sistema economico ma in quanto prescelti tra i cittadini italiani dal Fato. Un ineluttabile, non contrastabile, non corruttibile e superiore potere, sicuramente più affidabile da quello originato dagli insaziabili appetiti politici. Una simile dinamica consentirebbe lo smantellamento della enclave dei politici di professione, restituendo gli attuali parlamentari alla loro condizione sociale originaria e permetterebbe a ogni singolo Civis di avere la potenziale aspettativa di svolgere quella funzione pubblica che, in un sistema sociale non corrotto, costituisce appannaggio di ogni uomo libero.

Avv. Claudio Berrino

giovedì 23 ottobre 2025

LA PENSIONE DI MATUSALEMME

Apprendo che il Governo Meloni vuole innalzare l'età pensionabile oltre alla attuale  soglia "matusalemmica" dei 67 anni adducendo, quale ragione, l'allungamento della vita media. Penso quando, ormai quasi mezzo secolo fa, il Professor Golzio, Ordinario di Statistica, ci parlava a lezione dell'allungamento della vita media come esempio scolastico di "menzogna statistica", in quanto derivato unicamente dal crollo della mortalità neonatale, passata da oltre il 20% a meno del 2%. In breve gli ottuagenari esistevano nel medioevo quanto nel XIX secolo, ma la media statistica considera oggi il venir meno delle morti neonatali e quindi "allunga" statisticamente la durata della vita media. Sorrido. Penso poi che ai tempi di quel vituperato Regime che non si può nemmeno nominare perché siamo in democrazia, altrimenti si viene processati e condannati, gli uomini andavano in pensione a 60 anni e le donne a 55 in virtù della legge 6 luglio 1939 n.1272 avente titolo "Riduzione dell'età di accesso alla pensione di vecchiaia" . Sorrido ancora, ma non dovrei.


Avv. Claudio Berrino.

domenica 7 settembre 2025

UNO SPETTRO SI AGGIRA PER L'EUROPA

“Uno spettro si aggira per l’Europa”, e non è lo spettro del Comunismo, fenomeno politico-culturale ormai inesistente nel nostro continente nella sua forma originaria e oggi mutato geneticamente in un “turbo- liberalismo woke-green” che nulla ha più a che spartire con le rivendicazioni sociali delle classi sociali fragili ma costituisce esclusivo supporto al sistema finanziario internazionale. Il nuovo spettro che dobbiamo oggi maggiormente temere è quello della ex Destra Sovranista che, con un fenomeno di trasformismo non dissimile da quello che ha colpito la Sinistra, si è tramutata in propaggine di interessi stranieri antinazionali, modificando i propri originari geni culturali identitari in un corredo genetico corrotto, alterato, infido, prezzolato. Complice di questa trasmutazione è l’assenza di formazione culturale e di capacità di analisi di quanti, affidandosi e parametrandosi bovinamente alle categorie politiche obsolete della Destra e della Sinistra, non giungono a percepire come la contrapposizione contemporanea riguardi esclusivamente le ben differenti categorie del globalismo occidentale e del multipolarismo. L’adesione alla prima determina una automatica e blasfema repulsa di tutti i valori identitari radicali -intesi come radici di appartenenza-che hanno caratterizzato la Storia del ventesimo secolo e l’inconsapevole sostegno a un sistema valoriale antitetico e incompatibile con quello originario. Ne costituiscono fotografica riprova gli innumerevoli post, che si leggono in questi giorni sui social, di incondizionata adesione da parte di persone che vantano un passato militante in quella che fu la Desta identitaria al “blocco occidentale” con una presa di distanza dai paesi non allineati, a loro singolare giudizio rei di costituire un attuale pericolo di Comunismo. Un “blocco occidentale” che si è contraddistinto, in questi ultimi anni, da limitazioni delle libertà individuali e collettive tradottesi nella mortificazione di diritti fondamentali quali la proprietà privata attraverso un insostenibile eccesso impositivo, la libertà di espressione, la libertà di movimento sul territorio nazionale, l’obbligo di sottoposizione a trattamenti sanitari obbligatori con “vaccini” sperimentali rivelatisi gravemente lesivi, l’inosservanza di regole etiche basilari quali l’aventiniano disinteresse dimostrato nei confronti del genocidio in corso nella striscia di Gaza. L’auspicio è quello di tornare a essere, attraverso un processo di riflessione collettiva, l’entità politico-culturale originaria e non la sua triste parodia.

Avv. Claudio Berrino


lunedì 18 agosto 2025

IN MEMORIAM

Nel 1973 ero poco più di un adolescente, un quindicenne che si nutriva del pensiero di Evola e identificava nella Tradizione primordiale l'unico strumento storico per l'attuazione di una rivoluzione conservatrice. Da allora, ad onor del vero, ben poco è mutato nei miei processi logici. Ne consegue che non posso non ricordare con sincero dolore la scomparsa di Adriano Romualdi, avvenuta il 12 agosto di quell'anno a seguito di un sinistro stradale dalle ancor dubbie connotazioni. La nostra generazione amava particolarmente Adriano Romualdi in quanto era un pensatore contemporaneo, da noi reputato maggiormente vicino in quanto non apparteneva alla generazione che ci aveva preceduto, pur essendone splendido analista ed attualizzatore.

Una rilettura dei suoi scritti e delle sue opere consentirebbe forse a molti di quanti si reputano vicini ad un malinteso pensiero di "Destra" di ritrovare una giusta direttrice di marcia o, in alternativa, di valutare un loro opportuno eclissamento.

Avv. Claudio Berrino

AREE DI INFLUENZA

Le trattative in Alaska, prodromiche a un loro possibile perfezionamento a Mosca, hanno conseguito due obbiettivi di rilievo. In primis il mondialismo ha ceduto il passo alla creazione di aree di influenza. Gli stati nazionali generati dal trattato di Westfalia erano già de facto scomparsi con il trattato di Yalta e saranno destinati ad una loro futura cessazione anche de iure. Gli Imperi si stanno ricostituendo e, contrariamente a quanto indicato dalla vulgata, saranno assolutamente più rispettosi dei particolarismi territoriali di quanto non lo siano stati gli Stati Nazionali. Il secondo obiettivo perseguito è stato quello della marginalizzazione dell'Unione Europea la quale è implosa sotto l'effetto della propria inconsistenza e dell'insipienza dei propri modestissimi governanti. Riemerge tra i "grandi spazi" di schmittiana memoria una volontà di potenza, una forza vitale che, al di sotto della cenere delle democrazie finanziarie non ha mai cessato di ardere.

Avv. Claudio Berrino