lunedì 6 novembre 2023

IL TRENO DEL RICORDO

Rientrando dalla Liguria percorro il Colle di Nava e, giunto all'altezza di Bagnasco, scorgo sulla linea ferroviaria un treno d'epoca su cui, sino ad una ventina di anni or sono, mi capitava frequentemente di viaggiare. La linea era la Ceva-Ormea e venne istituita negli anni '30 per consentire alla popolazione dell'alta Val Tanaro di raggiungere agevolmente la stazione di Ceva, luogo di coincidenza di tratte ferroviarie dirette a Torino ed a Savona. Era un periodo storico in cui la sensibilità sociale del governo dell'epoca favoriva i "treni popolari" su cui era possibile viaggiare ad un prezzo politico. La linea venne soppressa in occasione dei "tagli dei rami secchi " voluti nel 2012 dall'allora Premier Monti perché "era l'Europa a chiedercelo", in contemporanea con l'introduzione della "legge Fornero", che costrinse i lavoratori ad una età pensionabile invereconda. In breve, il "servizio sociale" garantito agli utenti negli anni '30 venne considerato antieconomico e quindi inattuabile, soprattutto perché sino all'introduzione dell'euro il welfare era garantito da un debito pubblico interno generato dal Ministero del Tesoro tramite Bankitalia anziché da un oneroso debito pubblico esterno maturato nei confronti di quelle banche private che costituiscono la BCE. La rievocazione storica di un servizio sociale basilare quale è il collegamento ferroviario mi ha generato una profonda tristezza ed un sincero rimpianto di quando vi erano quei treni e di quando questi viaggiavano in orario.

Claudio Berrino


domenica 22 ottobre 2023

LA CAMERA DELLA MORTE

La tonnara è costituita da un bacino di reti in cui i tonni rossi vengono intrappolati, per poi essere uccisi con la "mattanza". Quest'ultima è una tecnica che viene compiuta accerchiando le reti dell'ultima camera, quella della morte. In queste ore qualcosa di molto simile viene attuato nella "striscia" di Gaza da parte  dell'esercito israeliano, con il beneplacito della Comunità Internazionale. Non si può non osservare come, al di là dell'origine della responsabilità dell'eccidio compiuto nei giorni scorsi nell'Ospedale Battista, la popolazione civile di Gaza stia subendo  un assedio, vietato dalle convenzioni internazionali, che le impedisce di  essere rifornita di medicinali, cibo, acqua ed elettricità e venga bombardata con bombe al fosforo, anch'esse vietate dal diritto internazionale. I confini della striscia sono presidiati militarmente e l'invito a spostarsi verso l'Egitto è stato accompagnato da un cannoneggiamento sulle colonne dei civili sfollati. Quanto sta accadendo è di assoluta gravità perché l'inerzia della comunità internazionale legittima questo genocidio creando un pericoloso precedente di barbarie che in futuro potrebbe essere nuovamente invocato.

Claudio Berrino

lunedì 16 ottobre 2023

BEATA LA GENERAZIONE CHE NON VEDRÀ LA GUERRA ( PLATONE)

Sono italiano, mi preoccupo unicamente degli interessi della mia Nazione e di quelli del suo Popolo, che sono coincidenti con i miei. Mi pongo con prudente equidistanza dalle parti belligeranti in guerre che non mi appartengono né mi riguardano. Non comprendo, sicuramente per miei limiti personali, il clima diffuso da tifoseria da stadio rivolto nei confronti di fazioni di Popoli che hanno lingua, origini, tradizioni, etnie, o culture diverse da quelle che hanno segnato la mia appartenenza ed hanno concorso a formare i miei modelli comportamentali. Tanto premesso, non amo le grossolane analisi mediatiche e politiche che ci vengono gratuitamente somministrate ogni giorno ed a ogni ora. Ancor meno le scelte politiche che ledono palesemente gli interessi e la qualità della vita dei miei connazionali. Le guerre appartengono alla Storia dell'umanità e non vi è stata generazione che non le abbia, direttamente od indirettamente, conosciute.  Costituisce esercizio di pura ipocrisia sostenere di poterle prevenire, ma è doveroso ed etico tentare di fermarle. E ciò può avvenire esclusivamente attraverso l'esercizio di attività diplomatica,  certamente non armando una delle parti belligeranti o finanziandola con denari pubblici sottratti al proprio Popolo ed al suo benessere. Ancor meno svolgendo analisi incomplete che eludono le ragioni storiche della formazione delle conflittualità. Appare  assolutamente illogico a qualunque persona in buona fede anteporre gli interessi stranieri a quelli della propria nazione e degradante qualificare detta scelta come esercizio di "patriottismo". Le sia pur meritevoli ragioni di attenzione nei confronti dei diritti violati delle popolazioni straniere devono cedere il passo alla salvaguardia degli interessi nazionali, in termine di welfare, di gestione della sanità pubblica, di amministrazione della giustizia, di ricerca della qualità della vita. Raggiunti questi obiettivi avremo modo di spendere le eventuali energie residue a tutela degli altri, ma non prima di allora. E ciò non per grettezza ma per sano egoismo nazionale, espressione di quella  libertà perduta che risponde al nome di Indipendenza del Popolo italiano.

 Avv.   Claudio Berrino

sabato 24 giugno 2023

STORIA DI UNA FAMIGLIA. "I MUSSOLINI DOPO MUSSOLINI"

Talvolta mi percepisco come un uomo "fuori dal tempo", ovvero non legato ai parametri valutativi che appartengono a molti dei miei contemporanei. Mi rifugio frequentemente nelle certezze di un sistema valoriale antico, precedente, sconosciuto ai più e di cui sono permeato profondamente ed in modo inconsapevole, il cui cardine è sicuramente la famiglia. Provengo da una famiglia tradizionale che mi ha fornito modelli comportamentali assolutamente netti e, nel mio percorso esistenziale, ho frequentemente identificato l'aggregazione familiare come il "genoma" dello Stato, ovvero il nucleo interno della realtà sociale esterna. Non ho potuto dunque che apprezzare particolarmente l'opera scritta da Edda Negri Mussolini, la cui lettura ho completato in questi giorni, in quanto pone il focus della sua narrazione, attraverso un percorso diacronico, sulla storia antica e recente della sua famiglia. Quanto viene narrato in questo libro proviene dal cuore prima che dalla memoria ed ogni frammento di vita dei suoi protagonisti è descritto empaticamente, con emozionalitá profonda e coinvolgente, con affettività filiale. Il dramma subito dal nonno dell'autrice, barbaramente assassinato senza neppur essere stato sottoposto ad un regolare processo, a guerra ormai finita, ed esposto ad un barbaro vilipendio insieme ai suoi più stretti collaboratori, è lo "sfondo" tragico di una famiglia che con dignità ed equilibrio si è trovata a confrontarsi con condizioni di vita difficilissime, talvolta improntate ad una immeritata emarginazione, sapendo mantenere intatta l'affettività tra i suoi componenti. La lettura di questo libro nutre lo spirito e consente di maturare un giudizio umano consapevole e sereno su una famiglia che, al di là della propria dimensione pubblica, ha saputo mantenere intatti i legami dell'affetto e, soprattutto, l'armonia al suo interno, ed a rapportarsi con equilibrio con le istituzioni di un Paese che si è frequentemente dimostrato ingeneroso, quando non ingiusto, nei suoi confronti.

Avv. Claudio Berrino

domenica 18 giugno 2023

IL POTERE, IL SUO ABUSO, L'IMPUNITÀ CONCESSA.

Talvolta quanto viene deciso da altri determina in noi un acuto e persistente senso di avversione e di ripugnanza morale, accompagnato da un sordo malumore. E’ quanto accade in presenza di una compressione di un nostro diritto, rappresentata paradossalmente come iniziativa garantista, da chi si fa gioco della nostra intelligenza e capacità di analisi.

Il Legislatore del 1930, periodo storico in cui alle “libertà proclamate” ma mai realizzate venivano preferite le “libertà attenuate” ma attuate e garantite, contemplava il reato di abuso d’ufficio, noto anche come “abuso di potere” al fine di reprimere quelle condotte che si traducevano nell’agire di quei pubblici ufficiali che in modo arbitrario o discriminatorio, abusavano dei loro poteri o delle loro funzioni, al fine di ottenere un vantaggio personale o di arrecare un danno a un terzo o alla collettività.
Il “Codice Rocco”, per meglio intenderci, tutelava le “libertà garantite” dei cittadini qualora questi fossero occasionalmente vittime degli abusi posti in essere da rappresentanti infedeli delle Pubbliche Amministrazioni, con il duplice scopo di difenderli da soprusi e di rafforzare il necessario senso di fiducia che lo “Stato Collettività” – in una Nazione civile - deve nutrire nei confronti dello “Stato Apparato”.
Oggi i tempi sono cambiati e l’imminenza delle attività amministrative di gestione delle risorse del PNRR induce gli scodinzolanti servitori dell’Unione Europea ad abrogare le norme volte a ledere l’ impunità dei loro gregari che si occuperanno di detti flussi finanziari.
Se la “scusante” di tale linea di condotta è che una percentuale importante di processi per abuso d’ufficio si conclude con l’assoluzione degli imputati, e pertanto – secondo questa perversa logica - non varrebbe la pena di perseguire detta tipologia di illecito, si potrebbe obiettare come il ” numero oscuro” – ovvero la percentuale di delitti non perseguiti riguardi numerosi crimini di rilevante impatto sociale e, sulla base di questa impostazione concettuale, si potrebbe richiedere l’impunità penale anche per questi ultimi. 
Per intenderci meglio, magari seguendo lo schema che ha condotto alla non punibilità penale per i medici vaccinatori durante la pandemia.
Duole davvero rilevare come questo atto di analfabetismo giuridico promani da una forza politica che, in campagna elettorale, si professava “paladina” dei diritti della collettività, ma le promesse elettorali disattese sono oggi talmente ampie da inibire lo stupore anche del più ingenuo degli osservatori.

Claudio Berrino

lunedì 5 giugno 2023

STORIA PATRIA ?

Il 2 giugno è la ricorrenza di quelli che furono, a parere di molti storici, i probabili brogli elettorali del 1946, che consegnarono l'Italia ad una gestione parlamentare partitocratica, che di Democrazia ha posseduto connotazioni minime e che, tra scandali, tangenti, terrorismo di Stato degli anni '70, limitazioni della libertà personale attuate durante una pandemia di incerta (e mai indagata) origine ed abdicazioni di sovranità nazionale, ha posto il nostro Paese sotto tutela e giogo straniero. Non mi sento di festeggiare questa data non perché nutra simpatia nei confronti di una Casa Reale che ha screditato sé stessa e tradito i suoi Sudditi, dapprima alleandosi con la controparte belligerante e poi autoesiliandosi nell'accettazione supina di un esito referendario discutibile, ma in quanto non riesco a scorgere in questi 77 anni di "vita patria" una evoluzione migliorativa delle sorti dell'Italia, del suo prestigio, del suo benessere sociale, della sua Dignità di Popolo. Si dovrebbero celebrare gli eventi storici favorevoli, mai quelli infausti, se non quando -come nel caso di specie- non si voglia autocertificare il proprio fallimento.

Claudio Berrino

domenica 7 maggio 2023

FARE CHIAREZZA: RIFLESSIONI PER USCIRE DALL'EQUIVOCO

Quale errore profondo per gli uomini della Tradizione è il definirsi di "Destra", rincorrendo le categorie geopolitiche del parlamentarismo liberale ottocentesco.  La nostra origine culturale non è di Destra né di Sinistra ma riconducibile invece all'antiparlamentarismo. La democrazia parlamentare genera governi borghesi formati da bottegai, usi ad attuare un inverecondo “commercio” di ideali volgarizzando gli impulsi eroici che li sottendono. Nel secondo dopoguerra l’opera della Costituente ha rafforzato la centralità del Parlamento in un equilibrio di poteri che è venuto meno in ragione di una prevalenza della decretazione d'urgenza affidata al potere esecutivo a discapito della funzione propria di quello legislativo. Infine l'abdicazione alla sovranità, legislativa e valutaria, eterodiretta da forze economiche in conflitto di interesse con l'Italia e realizzata da quanti, tra gli italiani, hanno posto in essere comportamenti gravemente antinazionali ha totalmente delegittimato l'istituto parlamentare. La tragicomica vicenda di quel movimento che avrebbe dovuto "aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno" e da forza antisistema è divenuta espressione della peggiore sudditanza agli interessi antinazionali lo attesta, al pari dell'incoerenza di quanti hanno costruito il proprio successo elettorale su di un millantato e mai realizzato "blocco navale ", per poi esporre per servilismo nei confronti  di altri Paesi i propri  connazionali ai rischi propri di una  cobelligeranza, cui erano estranei, nei confronti  di una potenza nucleare. Occorre aggiungere che la politica di "entrismo"  attuata da chi non si riconosce in alcuna delle attuali forze politiche è una sterile ed inadeguata strategia perdente, il cui fallimento trova conferma continua nelle vicende storiche recenti e meno recenti, anche in considerazione della circostanza che un ruolo marginale nelle dinamiche istituzionali può essere al più di immeritata utilità economica per chi lo esercita, ma inidoneo a mutare minimamente lo stato delle cose. La politica deve cedere oggi il passo ad una azione culturale metapolitica, antiparlamentare ed extraistituzionale che possa indirizzare gli spiriti liberi di questa Nazione verso la riacquisizione delle consapevolezze e delle libertà perse.

Claudio Berrino