martedì 4 aprile 2023

Articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario: carcere duro e sospensione delle garanzie fondamentali, del recluso e del cittadino.

In questi giorni abbiamo ascoltato forbite e leziose disquisizioni in materia di art.41 bis dell’Ordinamento Penitenziario, in relazione al caso Cospito, impartite da politici e giornalisti, che hanno regalato momenti di assoluta perplessità, per le interpretazioni rese e per la passionalità con cui queste sono state rappresentate.


L’avversione o la propugnazione della bontà della misura restrittiva di rigore prevista dal Legislatore non è assolutamente riconducibile all’appartenenza politica ad uno dei due schieramenti parlamentari che oggi si contrappongono, ma è riferibile esclusivamente al dominio del buon senso e della civiltà di una nazione.

Abbandonando le considerazioni di carattere giuridico, che in una società normale ed  ordinata dovrebbero costituire appannaggio esclusivo dei Giuristi,  ritengo sia doveroso svolgere alcune considerazioni in ordine al significato sociologico del periodo “gravi motivi di ordine e di sicurezza pubblica” che il Decreto Martelli -Scotti nel 1992 sulla scorta dell’onda emotiva prodotta dalla strage di Capaci, in cui perse la vita il Giudice Giovanni Falcone, introdusse, modificando il testo originario dell’art.41 bis, come noto a sua volta  introdotto nel 1986 dalla Legge Gozzini  e limitato a fronteggiare “casi eccezionali di rivolta (carceraria) o altre gravi situazioni di emergenza” e “di durata strettamente necessaria al conseguimento del fine suddetto” aggiungendo un secondo comma del seguente letterale tenore “quando ricorrano gravi motivi di ordine e di sicurezza pubblica, anche a richiesta del Ministro dell'interno, il Ministro della giustizia ha altresì la facoltà di sospendere, in tutto o in parte, nei confronti dei detenuti o internati per taluno dei delitti di cui al primo periodo del comma 1 dell'articolo 4-bis o comunque per un delitto che sia stato commesso avvalendosi delle condizioni o al fine di agevolare l'associazione di tipo mafioso, in relazione ai quali vi siano elementi tali da far ritenere la sussistenza di collegamenti con un'associazione criminale, terroristica o eversiva, l'applicazione delle regole di trattamento e degli istituti previsti dalla presente legge che possano porsi in concreto contrasto con le esigenze di ordine e di sicurezza”.  

Pare dunque lecito osservare come il Legislatore abbia utilizzato, in un contesto riferito ad una situazione di straordinarietà ed eccezionalità,  lo schema della sospensione delle normali regole di trattamento dei detenuti, motivato dalla necessità di ripristinare l’ordine e la sicurezza all’interno degli stabilimenti di detenzione e pena, peraltro “di durata strettamente necessaria al conseguimento del fine suddetto,” per un differente e più ampio fine di salvaguardia dell’ordine e della sicurezza pubblica, senza previsioni in merito alla durata del trattamento stesso, se non quelle di un periodo di “quattro anni con proroghe di due anni ciascuna”.

Un sistema di “sorveglianza particolare”, peraltro prorogabile indefinitamente, che non sia limitato a fronteggiare una situazione di transitoria eccezionalità lascia perplessi e genera preoccupazione in quanto un istituto di tale tipologia, in astratto, potrebbe essere adottato dallo Stato discrezionalmente nei confronti di tutti quei cittadini reclusi che dovessero essere, a torto od a ragione, giudicati socialmente pericolosi poiché  reputati idonei a produrre situazioni di pericolo per l’ordine pubblico o la sicurezza pubblica, andando a ledere macroscopicamente i diritti fondamentali dell’individuo.

Tanto premesso, chi conosce lo scrivente è perfettamente a conoscenza dell’orientamento culturale-politico che lo ispira, certamente non incline a simpatie “anarco-insurrezionaliste”, ma ragioni di onestà intellettuale dovrebbero indurre qualunque osservatore in buona fede a considerare come fatti anche di grave rilevanza  illecita commessi nell’esercizio di un pensiero politico vadano valutati con “lenti di lettura” differenti da quelle utilizzate per giudicare la criminalità comune o le consorterie mafiose.

La Storia recente e meno recente ci insegna come fatti, anche orribili, siano stati commessi in nome del pensiero politico o della Religione, ma a fondamento di atteggiamenti tanto radicali e negativi  vi è sempre stata una tensione morale che, senza certamente voler sottrarre gli autori di fatti illeciti alla giusta pena, dovrebbe indurre ad un approccio valutativo, per quanto riguarda il rigore del regime detentivo,  differente e di miglior favore rispetto a  quello adottato per i criminali  che hanno perseguito esclusivamente la logica dell’ingiusto profitto attraverso l’affiliazione a “società sceleri”, o magari commettendo – come forse avvenuto nei recenti casi di corruzione di alcuni Europarlamentari - i fatti  delittuosi nelle sedi istituzionali e nell’esercizio delle proprie pubbliche funzioni.

Le legittime ragioni di difesa sociale possono essere garantite attraverso un isolamento nei confronti della realtà sociale esterna al mondo carcerario, ma non devono travalicare i fondamentali principi di garanzia che debbono ispirare l’azione dello Stato, anche in considerazione della circostanza che qualunque cittadino in presenza di errori giudiziari, tutt’altro che infrequenti, può trovarsi in ogni momento esposto ad una immeritata situazione di tragedia personale.

Avv. Claudio Berrino

lunedì 24 ottobre 2022

CAMBIAR TUTTO PER NON CAMBIAR NULLA

Una delle più grandi fortune del percorso esistenziale è certamente quella di avere progenitori caratterialmente solidi. Io mi sono giovato delle attenzioni di una nonna paterna dolcissima e nel contempo energica che con la solarità del proprio carattere ha blandito le "spigolosità" del nucleo familiare in cui si era inserita sposandosi. Una delle sue espressioni che mi ritornano frequentemente alla mente era che "il buongiorno lo si vede dal mattino", riferendosi alla circostanza che, in qualunque situazione, un buon inizio preannuncia sviluppi positivi. Questa locuzione mi era frequentemente dispensata in quanto la mia amata nonna riteneva che il buon carattere di una persona lo si potesse discernere già quando questa era bambino e quindi, generosamente, mi attribuiva una buona indole. In realtà non sono nelle condizioni di attribuire valutazioni in merito alla bontà della mia indole, ma sono nelle condizioni di osservare a mia volta, sommessamente, in relazione alla nascita del nuovo Governo,  come se "il buongiorno lo si vede dal mattino" questo albeggiare sia oscuro e tetro anziché radioso. Al di là delle preesistenti perplessità maturate in relazione a dichiarazioni e comportamenti di trasformismo che ripercorrono stile e tempi di un ex Presidente della Camera di cui ricordiamo una fine politica sicuramente ingloriosa, l'espressione dei nuovi Ministri posti a capo dei rispettivi Dicasteri pare un eloquente indice di una volontà gattopardesca di cambiare fittiziamente tutto per non modificare nulla. In particolare il Dicastero della Sanità è  stato assegnato a Orazio Schillaci, fautore della inoculazione coattiva con siero genico sperimentale e della obbligatorietà del "lasciapassare verde", nominato nel 2020 dall'ex Ministro Speranza componente del Comitato Scientifico  dell'Istituto Superiore della Sanità. Il Dicastero della Giustizia è stato invece assegnato all'ex Giudice Carlo Nordio, noto per aver chiesto all'ex Premier la modifica delle carte di identità elettroniche inserendo in esse il greenpass per consentire un controllo totale  e permanente della popolazione. Al Dicastero dell'economia è stato assegnato Giorgetti, entusiasta sostenitore dell'Unione Europea.  Il filoeuropeista Taiani è  stato  assegnato agli Esteri e l'antifascista dichiarato e filoresistenziale Crosetto alla Difesa. Nel contempo stamane, davanti alla mia casa posta nei pressi  del confine, vedo sfilare gruppi numerosissimi di immigrati clandestini  che ormai occupano indisturbati tutti gli spazi  pubblici di Ventimiglia in attesa di recarsi illegalmente in Francia. Auspico, nell'interesse collettivo, di sbagliare le mie previsioni ma temo che chi si attende i promessi "blocchi navali" debba riporre le proprie aspettative al pari di chi aveva dato credito alla "uscita dall'Euro" promossa da un altro noto affabulatore politico, poi postosi a "mezzo servizio" dell' ex Presidente di una banca centrale. In conclusione, il Sistema Finanziario ha fagocitato Maggioranza ed Opposizione e l'unica modalità di contestazione - per ora - consentita al dissenso può esprimersi esclusivamente attraverso forme di associazionismo extraparlamentare che si facciano portatrici di istanze e rivendicazioni diffuse, prodromiche alla costituzione di un nuovo soggetto politico libero e non condizionabile. La Democrazia rappresentativa sta vivendo la sua crisi più profonda ed irreversibile, ma per tornare a vedere la luce Donne ed Uomini virtuosi dovranno dedicare il proprio tempo, impegno, coraggio ed energie.

Claudio Berrino

martedì 27 settembre 2022

CRISI DI IDENTITÀ

La assolutamente insoddisfacente sorte elettorale dell'unico movimento politico non incline alla sudditanza nei confronti dell'Unione Europea e della NATO, che non è stato nelle condizioni di raggiungere la soglia di sbarramento dei tre punti percentuali, richiede una analisi politica delle ragioni che lo hanno condotto alla irrilevanza. In breve, Italexit è un movimento senza radicamento territoriale, espressione personalissima del suo fondatore, un giornalista ex Lega Nord, ed ex M5S, che ha fatto proprie teorie appartenenti culturalmente a quella Destra non conservatrice e non liberale definita impropriamente "Sovranista ". La sua povertà logistica ha fatto  si che questo movimento, privo di un substrato culturale  aggregante, abbia raccolto fattiva collaborazione e simpatia da parte di una componente esigua di ex missini (alla quale appartengo), di sostenitori del Carapace che hanno visto un'opportunità di inserimento istituzionale in forma di "entrismo" politico, di ex leghisti traditi dall'incoerenza programmatica del Carroccio. L'assenza di una amalgama culturale comune, o forse semplicemente l'assenza di una offerta culturale ha condotto l'iniziativa sulle secche del naufragio. Pare infatti di immediata evidenza la circostanza di come molti nostalgici dell'esperienza missina abbiano, per una malintesa sorta di fedeltà ad una Fiamma che nulla ha più  a che vedere con l'attuale fiammella, tributato consenso ad un Partito costituente il precipitato storico di Alleanza Nazionale e certamente non del Movimento sociale italiano. La reale anomalia è rappresentata dal fatto che appartenenti ad un alveo culturale corporativo e sociale si siano determinati a votare un partito conservatore, liberale ed antifascista che nulla ha a che spartire con la loro storia e la loro cultura. Quanto accaduto nei giorni scorsi suggella dunque la fine dell' "entrismo", ovvero del malvezzo di voler navigare su vascelli di altri con il rango di "mozzi di coperta" anziché come capitani a bordo del proprio. Se la Destra (non filoatlantista né filoeuropeista) vorrà continuare a svolgere dignitosamente la propria funzione politica dovrà decidere di rimboccarsi le maniche e (ri)costituire un Partito a propria immagine e somiglianza. Diversamente continuerà a lavorare per consentire l'affermazione di idee e di interessi di altri.

Claudio Berrino.

domenica 28 agosto 2022

DIVORZIO ALL' ITALIANA

Oltre quarant'anni di vita professionale mi hanno insegnato come la mancanza di condivisione all'interno di una famiglia rappresenti la prima tra le possibili cause della sua disintegrazione. Il difetto nella percezione dell'altrui pensiero e delle altrui sensibilità genera un vizio sistemico che conduce ad una progressiva insofferenza nei confronti di chi ci è vicino e con cui condividiamo la vita. Questa verità assoluta vale per la famiglia che, al di là delle sue implicazioni affettive, rappresenta, come ci insegna il Diritto Romano, una entità politica originaria su cui si fondano tutte le dinamiche del vivere collettivo e sociale, come per lo Stato. Così come ogni decisione non condivisa nell'ambito di una famiglia conduce ad un inevitabile e progressivo allontanamento dei suoi componenti, ogni decisione statuale imposta e non condivisa dal Popolo determina una inevitabile e progressiva separazione tra lo Stato Collettività incarnato dal Popolo stesso e lo Stato Apparato rappresentato dalle sue Istituzioni. Le decisioni più importanti di questo ultimo ventennio, quali l'adozione di una valuta unica con abbandono della sovranità monetaria, l'assenso ad una immigrazione clandestina ingestibile e pericolosa, la recente cobelligeranza contro una Nazione da cui dipendiamo in relazione alla importazione di materie prime, sono state imposte da un mondo politico che ha cessato di rappresentare il Corpo Elettorale ed è divenuto autoreferenziale, non meno di quanto non lo sia stato il governo dei Trenta Tiranni ad Atene dopo la sconfitta con Sparta. I segnali di questa inevitabile disaffezione sono rappresentati dell'astensionismo elettorale e dal livello infimo di considerazione rivolto dal Popolo nei confronti della sua classe politica. Quanto accadrà nel prossimo autunno ed inverno in relazione alle prevedibili conseguenze derivanti da scelte di politica internazionale eterodirette dall'Unione Europea e dalla NATO genererà una detonazione sociale di portata tale da disintegrare il Governo che scaturirà dal prossimo confronto elettorale, qualunque esso sia. E di tale circostanza sono ben consci quanti hanno meditatamente abbandonato il "ponte di comando" della nave, esattamente come sono usi fare i sorci nell'imminenza di un naufragio.

Claudio Berrino

venerdì 26 agosto 2022

L'INUTILITÀ DEL "VOTO UTILE"

Carlotta Chiaraluce

Si stanno consumando le ultime calde ore di un mese di agosto anomalo, in cui la rilassatezza estiva è stata sostituita dalle tensioni generate dall’approssimarsi di un autunno che potrà avere risvolti inediti e negativi. L’ausilio della politica, intendendo per essa l’appuntamento elettorale - rito divenuto inconsueto nel nostro Paese - del  25 settembre ormai si palesa agli occhi di tutti come un evento che, ricorrendo ai vecchi schemi di voto "utile",  non potrà portare elementi solutori dei problemi, in quanto i partiti che si contrappongono, nella quasi  loro totalità, sono stati gli artefici od i complici di quanti hanno generato la situazione dannosa.

In questo tunnel buissimo, caratterizzato dal venir meno del rapporto fiduciario da parte del corpo elettorale nei confronti delle Istituzioni legislative, si riesce però a scorgere la luce scaturita  dalla formazione di nuove aggregazioni politiche che hanno il grande pregio di concorrere ad offrire una valida alternativa alla opzione dell’astensione.
Si tratta di "veicoli politici" che sono riusciti a superare le insidie dello "startup" attraverso una difficilissima raccolta di firme agostana e che meritano di essere premiati da quanti non si riconoscono in un sistema economico-politico creato e strutturato per  gestire contemporaneamente tanto la maggioranza quanto l’opposizione in ossequio a pseudo valori che sostituiscono l’amore per il proprio Popolo e la propria Etnia con l’adesione a progettualità finanziarie antinazionali ed anti identitarie.
In questo contesto di novità è meritevole certamente di attenzione la lista Italexit perché ha avuto il pregio di inserire la candidatura di Carlotta Chiaraluce, superando un “tabù” preclusivo nei confronti di chi appartiene ad uno schieramento politico autenticamente e genuinamente di Destra, ammesso che si possano ancor oggi utilizzare i desueti termini geopolitici che hanno caratterizzato il parlamentarismo dello scorso secolo. Il tempo contemporaneo ci indica ormai come le reali categorie tra loro antagoniste  non sono più quelle della Destra e della Sinistra, ma quelle del Particolarismo nazionale contrapposto alla Globalizzazione mondialista.
Parrebbe dunque auspicabile che, proprio in virtù di quest’ultima considerazione, tutte le forze politiche antisistema che riusciranno a varcare la soglia del parlamento concorrano a formare un fronte nazionale comune superando quelle divisioni utili esclusivamente al Sistema ed ai suoi servitori.

Claudio Berrino

domenica 14 agosto 2022

SIC TRANSIT GLORIA MUNDI

Gabriele D'Annunzio

Ho seria difficoltà a comprendere l'esigenza irrefrenabile, espressa in questi giorni da taluni politici famelici di Potere, di  consegnare alla Storia il fascismo, ovvero, utilizzando le parole di quel politico che poi fu rinviato a giudizio per riciclaggio, di storicizzarlo. Il fascismo non è il Partito Nazionale Fascista e neppure il Partito Repubblicano Fascista, ma un movimento culturale, filosofico, economico, mistico che appartiene già alla Storia, intendendo per essa uno sviluppo temporale di accadimenti passato, presente, ed anche futuro in relazione a quello che ne sarà il divenire.  Il fascismo sono le avanguardie futuriste di Filippo Tommaso Marinetti, la Mistica di Niccolò Giani, lo Spiritualismo di Julius Evola, l'attualismo filosofico di Giovanni Gentile, il Teatro di Pirandello, la Poesia di Ungaretti e Trilussa, l' Estetismo di Gabriele D'Annunzio, la socialità di Filippo Corridoni. Il Partito Nazionale Fascista è stato consegnato alla Storia dalle armi angloamericane e dall'omicidio del suo Capo, ma il pensiero fascista non può trovare una storicizzazione in quanto il mondo delle idee non é assoggettabile a restrizioni o limiti. Si può pertanto essere antifascisti, in quanto avversatori di quel Pensiero, afascisti, in quanto attendisti pronti a schierarsi, come osservava Renzo De Felice, con il vincitore di turno, ma non si può non essere fascisti se si condividono le componenti culturali e spirituali di un fenomeno ontologico, in quanto concreto, empirico, essente. Il Partito Fascista è oggi assoggettato, nella sua ricostituzione, al divieto posto dalla XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, ma il pensiero che lo ha animato, al pari di tutte le produzioni intellettuali, non è imprigionabile dall'incolta ipocrisia di un politico o dalla cogenza di una norma perché è una realtà immateriale, appartenente al Mondo delle Idee, prima che al Mondo Sensibile.

Claudio Berrino

sabato 16 luglio 2022

L'IRREVERSIBILE CRISI DEL PARLAMENTARISMO

Questo Paese dopo il fallimento degli innumerevoli governi tecnici ed eterodiretti che si sono succeduti in questi  anni ha necessità di recuperare cultura politica, ma purtroppo questo obiettivo non potrà essere raggiunto solo attraverso una nuova consultazione elettorale. La crisi politica è oggi coincidente con la crisi di tutti i Partiti, i quali hanno perso ogni collegamento con gli schemi filosofici, economici e sociali che in passato li avevano influenzati. I leaders che li incarnano non sono nelle condizioni di trasmettere alcun messaggio politico non per malevolenza ma per insipienza, ed il corpo elettorale diserta legittimamente le urne delegittimando nei fatti un sistema elettorale di democrazia rappresentativa che ha ormai perso la propria funzionalità. La crisi è irreparabile in assenza di una reinvestitura politica del Popolo italiano, che deve tornare ad essere il reale soggetto di una azione di redenzione etica, sociale ed economica da svolgere al di fuori di quelle aule sorde e grigie divenute simboli plastici della disfunzionalità del sistema. I corpi sociali intermedi, le organizzazioni professionali e di categoria, le associazioni di volontariato devono sostituirsi ai professionisti della politica, percepiti ormai dall'opinione pubblica come inconcludenti parassiti, divenendo a tutti gli effetti gli organi deliberanti e l'espressione di una nuova organizzazione del vivere sociale. Questo perché il Popolo non è la "società civile " chiamata di tanto in tanto a votare ma il corpus politico per eccellenza cui deve essere restituita la propria naturale primazia.

Claudio Berrino