martedì 1 giugno 2021

LICENZA DI UCCIDERE

La liberazione di un pluriomicida non costituisce solo un fatto gravissimo in sé, ma diviene paradigma, modello comportamentale pubblico e quindi netto elemento di caratterizzazione del senso etico dello Stato che l'ha consentita e voluta.

Quando il legislatore introduce una norma che privilegia la delazione criminale al punto da rimettere in libertà gli assassini più volgari si rende connivente e complice di questi ultimi, non nutre rispetto per le vittime del crimine ed abdica definitivamente alla propria funzione. 

Claudio Berrino

sabato 8 maggio 2021

IL BANCHIERE DI MILANO – DI IPPOLITO EMONDO FERRARIO

L’analisi di una narrazione, soprattuttquando questa assume la forma di un romanzo, passa attraverso l’esame delle sue singole componenti, intendendo per esse i fatti narrati, gli elementi circostanziali, i personaggi, la relazione maggiormente o minormente armonica tra queste differenti parti dell’insieme.

L’opera “il Banchiere di Milano” è caratterizzata da uno stile espressivo diretto, franco, che non lascia spazio  alla leziosità espressiva ma nel contempo possiede doti di  descrizione circostanziale sapendo arricchire i fatti narrati con il “circum stat”, ovvero con quanto “sta intorno” ad essi, impreziosendo così l’ordito del racconto.

La “dimensione lombarda” descritta è realistica e la geometria narrativa correla le eterogenee componenti della  politica, della malavita organizzata, dell’idealismo ponendo le basi per un coinvolgimento psicologico del lettore. 

Personalmente mi è stato difficile, nella progressione della lettura, non trovare analogie e successivamente  immedesimarmi  compiutamente con la figura del Banchiere, con i suoi processi logici, con la sua insofferenza, con la sua dimensione etica ed estetica dell’esistenza, anche se, a scanso di equivoci aventi rilevanza penale, non posso non precisare che si è trattato di una mera immedesimazione letteraria.

Del resto come non provare una naturale ed istintiva simpatia nei confronti di un personaggio dai tratti rinascimentali da cui trapela, in 
ogni modalità del suo agire, un apprezzabilissimo disprezzo per il mondo contemporaneo e per la sua volgarità egualitaria, per l’aberrazione della prevalenza della legge del numero su quella della qualità.

La lettura si è tradotta in un piacevole investimento di tempo, mentre la qualità e l’eleganza del racconto non possono che fare auspicare una prosecuzione della meritoria opera dell’Autore con l’estensione di ulteriori volumi aventi lo stesso soggetto.

Claudio Berrino

giovedì 6 maggio 2021

LA PRIMAZIA DELL' INTELLIGENZA

Lo “spossessamento” da parte dello Stato dei Diritti Fondamentali dei Cittadini è progressivo, silente ed insidioso. 

Successivamente alla soppressione del diritto alla libera circolazione sul territorio italiano ed alla chiusura delle attività commerciali precedentemente fatte porre “in sicurezza ”a spese degli esercenti, con un Decreto pronunciato nei giorni scorsi il Governo ha prorogato la sospensione degli sfratti per morosità sino al 31.12.2021. In breve, eccettuate le morosità per le quali si era ottenuta in sede giudiziale una ordinanza di convalida di sfratto in epoca pre-pandemica, lo Stato ha posto a carico dei Cittadini proprietari di esercizi commerciali concessi in locazione a conduttori morosi il costo reale della prolungata chiusura delle attività, impedendo loro di rientrare nella disponibilità degli immobili di cui sono proprietari.

Ecco dunque che il diritto di Proprietà Privata, costituzionalmente garantito, viene affievolito al pari di quello della libera circolazione sul territorio e del libero esercizio dell’attività di impresa.
La situazione pare essere paradossale in quanto la massima Autorità preposta al rispetto della Carta Costituzionale tace in merito o, al più, si limita a lanciare “moniti” nei confronti di chi esprime legittime perplessità sulla imposizione di regole manifestamente inique, antidemocratiche ed illiberali, mentre i Costituzionalisti, fatte salve le consuete pochissime ma lodevoli eccezioni, si uniscono al “silenzio istituzionale” espresso dalla massima Autorità dello Stato.
A fine di non apparire banale nella mia analisi trattando argomenti che sono già noti ai più e soprattutto volendo raggiungere lo scopo  di evidenziare l’anomalia grave che in questo momento affligge il “Sistema Italia” osservo che all’abnorme funzionamento della macchina dello Stato corrisponde una speculare assenza da parte della Cittadinanza della consapevolezza di vivere in un momento di oscurantismo senza precedenti nella Storia remota e recente del nostro Paese.
Il Sistema Politico, nella sua totalità, si è votato agli interessi antinazionali dell’ Unione Europea partecipando ad una “ ammucchiata parlamentare” ignominiosa ed idonea a gettare imperituro discredito su chiunque vi abbia partecipato, mentre l’unica forza formalmente all’opposizione ha come leader un componente dell’Aspen Institute Italia che, per memoria collettiva, trova contare nel suo direttivo, tra gli altri, Luigi Abete, Lucia Annunziata, Sergio Berlinguer, Giusella Finocchiaro, Gabriele Galateri di Genola, Francesco Profumo, Marco Tronchetti Provera, Beatrice Trussardi, ovvero le più autorevoli personalità sostenitrici dell’Unione Europea e del Dogma “E’ l’Europa che ce lo chiede”, tutte in palese conflitto di interessi con il “quivis de populo” italiano.
La “cappa di piombo” che ha conglobato il “Sistema Italia” non può dunque essere disgregata dall’interno attraverso l’esercizio del diritto  di voto in quanto non vi è più una sola parte politica che sia indipendente dal “ leviatano” e può dunque essere avversata esclusivamente attraverso la progressiva acquisizione della consapevolezza che solo attraverso l’esercizio del “non voto”, ovvero dell’astensione elettorale, si potrà costruire quella massa critica di dissenso prodromica alla costituzione di un nuovo soggetto politico libero dalle catene della sudditanza finanziaria paneuropea, e  dotato di vocazione autenticamente sociale.
Il percorso non sarà né breve né agevole in quanto tutti noi, chi più chi meno, siamo permeati dal principio della ricerca del “voto utile” e proviamo una percepibile difficoltà nello sconvolgere uno schema mentale al quale siamo abituati e per il quale siamo forse stati culturalmente programmati, ma l’intelligenza umana molte volte è capace di superare le prigioni mentali e di librarsi libera sopra i luoghi comuni e le miserie delle abitudini.

Claudio Berrino

martedì 4 maggio 2021

LE PAROLE DELLA MORTE

La drammatica sorte della giovane e bella operaia di Prato, dilaniata da una pressa, pesa come un macigno sulla coscienza dei nostri governanti virtuali, designati dal potere finanziario globale anziché dal Popolo italiano. La tragedia avvenuta oggi ci insegna che nella realtà gli anglicismi introdotti nel 1945 dai nostri dominatori a stelle e strisce ed amplificati dalla cultura volgare e servile dei loro collaborazionisti e lacché italiani non sono nulla se comparati alle parole "strazio", "dolore", "orrore", "morte", oppure ai concetti di perdita della dignità del lavoro, di insicurezza, di precarietà, di assenza di tutela, di privazione dei diritti fondamentali dell'uomo. Il "Recovery Found ", lo "Spread ", le "Performances ", le "Spending review ", i "Covered bonds" generano tra le persone che sanno guardare alla realtà quotidiana anziché alle rappresentazioni mediatiche di fantasia una sensazione di ripulsa, di fastidio gastrico, di viscerale e genuino odio popolare. Il Popolo italiano e la sua sfortunata figlia, morta oggi in ragione della inadeguatezza di chi pretende di imporre per procura la volontà delle lobby finanziarie europee e mondiali, hanno titolo di esigere una catarsi dalle scorie impure di un sistema che ormai gli è del tutto estraneo ed ostile.

Claudio Berrino.

sabato 24 aprile 2021

LABIRINTITE POLITICA. EZIOLOGIA, SINTOMATOLOGIA, CURA.

Mi pervengono ripetute e diffusissime richieste aventi ad oggetto l'urgente istituzione di una "Giornata contro la Labirintite Politica ". La labirintite politica è una severa patologia sanitaria che colpisce ormai con contagiosità esponenziale ed endemica quanti siedono nell'Emiciclo di Monte Citorio. I sintomi sono inquietanti ed inducono alcune vittime del contagio che in passato avevano ideato ed attuato il pensionamento con "quota cento" a sostenere lo stesso Governo che oggi ne ha decretato la sua abrogazione ed il conseguente ritorno alla "riforma Fornero" . Il virus della labirintite politica pare colpisca non solamente gli individui affetti da conclamata rozzezza intellettuale ma vi è prova sintomatologica suffragata da indubitabile letteratura scientifica di una sua diffusione anche tra Docenti Universitari estensori di testi sulla "Fine dell'Euro" che, colti dagli effettivi disorientanti di questo nuovo e temibile morbo decidono improvvisamente di prestare la loro adesione e sostegno all'europeismo più intransigente. La sintomatologia di questa nuova ed inquietante patologia è inesorabile ed attacca irrimediabilmente i neuroni che presiedono alla gestione della dignità comportamentale del malato decretandone la sua irreversibile e prematura scomparsa politica. L'indice di infettivitá del Morbus Labirintiticus è elevatissimo e tale da determinare la sua diffusione incontrollata anche tra i collaboratori a contratto, i politici gregari ed i portatori di voti individuali degli agenti patogeni primari, aggredendo anche in essi piramidalmente il plesso neuronale della umana dignità. Ne è stata individuata una sua pericolosa variante senile che pare abbia indotto l'autore dell'abrogazione della imposizione tributaria sulla prima casa a riconsiderare l'eventualità di una sua reintroduzione. Allo stato pare non sia ancora stata individuata dalle Neuroscienze una terapia idonea per debellare l'implacabile morbo, ma è in fase di studio avanzato l'ipotesi di una diffusione mirata di un vaccino sperimentale denominato "Astensionismo Elettorale".

Claudio Berrino.

(nella foto l'autore dell'articolo indossa una maschera nipponica Men-yoroi-Menpo del XVII secolo, particolarmente idonea a contrastare la diffusione del virus della Labirintite politica).

sabato 17 aprile 2021

DELAZIONI E TRADIMENTI

La delazione è stata da sempre, nella storia dell'uomo, giudicata un'azione spregevole, analoga al tradimento. I giuristi sanno che la prima deriva etimologicamente da "deferre" (deferire, denunciare) mentre il secondo deriva da "tradĕre", ovvero consegnare qualcuno (ai nemici). In questo momento di sovversione e sovvertimento culturale, in cui vi è l'esaltazione sistematica del sistema valoriale negativo, o meglio del sistema dis-valoriale, e il tentativo della sua sostituzione mediaticamente violenta con quello che è e resta l'"idem sentire" del Popolo italiano, non poteva certamente mancare l'elogio del comportamento miserabile per definizione, ovvero della delazione. Il Sistema colpisce senza misericordia alcuna ogni forma di aggregazione, sia essa umana o sociale, e non esita a disgregare ogni comunanza ponendo deliberatamente gli uni contro gli altri. Ed ecco allora che appare il "figlio d'arte" televisivamente noto e progressista che si vanta di avere "delato", ovvero denunciato, il proprio vicino di casa e pretende di fare apparire il proprio ignobile tradimento quale civico atto di responsabilità sociale. Con ogni probabilità il Sistema lo avrà compensato con trenta denari, ma i rami dell'albero del suo giardino dovrebbero indurlo alla riflessione.

Claudio Berrino

sabato 10 aprile 2021

RIBELLI E RIVOLUZIONARI


"Un idiota è un idiota. Due idioti sono due idioti.
Diecimila idioti sono un partito politico" - Frank Kafka
Nei giorni scorsi ho reso pubbliche alcune mie osservazioni in relazione ad un articolo “postato” da un amico dotato di eccellenti capacità di analisi nel quale evidenziava la differenza tra la figura del Rivoluzionario e quella del Ribelle giungendo alla conclusione che il secondo, al di là della sua pregevole dimensione estetica, rivestiva un ruolo inferiore  rispetto a quello del rivoluzionario e socialmente irrilevante a ragione della sua “individualità”, inidonea per definizione a svolgere quelle funzioni di “detonazione sociale” proprie del primo. Vorrei ritornare oggi su questo argomento in quanto l’analisi, lungi dal presentarsi come una forma di onanismo mentale, riveste una concretezza straordinaria in un momento in cui il tessuto economico e sociale del nostro Paese è in evidente fase implosiva. Assistiamo infatti a manifestazioni di legittima e diffusa insofferenza che non possono né debbono essere raccolte e strumentalizzate dalle forze politiche “tradizionali” in ragione della circostanza che si sta realizzando la situazione, descritta da Ernst Junger nelle sue opere, di controllo da parte del Sistema tanto delle forze di maggioranza quanto di quelle di opposizione, coessenziali alle prime e da queste fagocitate. Quanto avvenuto nelle scorse settimane, ovvero la formazione di una compagine di Governo comprendente gli “opposti” politici rappresentati da (pseudo)Sovranisti ed Europeisti, ovvero (pseudo)Destra e Sinistra più o meno radicale, il contenitore liquido ed indefinibile del M5S, tutti appassionatamente accomunati dal desiderio di sostenere il Premier designato dal Sistema bancario Internazionale e dai suoi servitori italiani deve fare riflettere quanti ancora credono alla chimerica figura del “Voto utile”, precipitazione politica della non differente figura  concettuale dell’ “Utile idiota”, coessenziale ad ogni strutturata espressione di sistema politico totalitario. Torniamo dunque al “thema” originario, ovvero alla figura (forse incompresa) del Ribelle, ovvero di colui che per ragioni di particolare acuzie e percezione intellettuale comprende, anticipando gli altri, come sia assolutamente impossibile modificare un sistema strutturato attraverso una attività politica svolta al suo interno e decide idealmente di ” passare al bosco” , ovvero di rifugiarsi in un inviolabile periplo sacro entro cui rimanere indenne dalla invasività di un  Sistema sempre più distopico e liberticida. La sua figura di Anarca è profondamente dissimile da quella -ben differente se non antitetica - rappresentata dall’Anarchico in quanto mentre quest’ultimo nega l’ auctoritas di qualunque aggregazione statuale il primo si contrappone ad uno Stato anetico ma riconosce il sistema valoriale di uno Stato Etico e Tradizionale. Il “Ribelle - Anarca” è solo inizialmente un individualista che “si cela tra il grigio delle pecore” ma diviene ben presto disponibile ad aggregarsi in un “branco” quando riconosce la sussistenza di un sistema valoriale condiviso, sconfessando l’innaturale dicotomia “Ribelle- Rivoluzionario” in quanto il Ribelle che si aggrega in un “branco” sociale diviene necessariamente un Rivoluzionario. Tanto premesso, la situazione politica del nostro Paese vanifica qualunque azione di natura oppositiva parlamentare in quanto il Sistema,  per come si è strutturato, tende a controllare contemporaneamente Maggioranza ed Opposizione, che cessano di essere fra loro alternative ma si aggregano in un unico polo spurio. Questo è quanto avvenuto nei giorni scorsi con l’opzione filogovernativa e filoeuropeista praticata dalla Lega e l’analoga scelta praticata oltre un anno prima da quell’indefinibile movimento (originariamente)  anti-sistema che nel volgere di breve termine ha rinnegato platealmente ogni suo punto programmatico originario. Così pure, per non essere da meno, l’unico movimento politico rimasto all’”opposizione” è confluito nell’alvo conservatore del Parlamento europeo e la sua leader ha aderito all’ Aspen Institute Italia – recentemente  visitato  e “legittimato” da Joe Biden - aggiungendo il proprio nominativo a quello di Giorgio Napolitano, di Paolo Mieli e dell’ex direttore UE per le “riforme strutturali” Mario Nava. Ne consegue che chi culturalmente si senta estraneo alla cultura “dominante” non abbaia altra alternativa che promuovere e  gestire, con modalità assolutamente pacifiche,  un movimento astensionistico di dissidenti “Ribelli” destinati nel volgere del tempo a trovare elementi aggregativi  identitari e diventare culturalmente “Rivoluzionari”. A chi fosse  ancora scettico sulla portata storica e politica del “ribellismo” mi sento di ricordare come sino alla data fatidica del 23 marzo 1919 Arditi e Futuristi fossero dei “Ribelli”, poi divenuti “Rivoluzionari” mercé il programma unificatore di Piazza San Sepolcro. L’astensionismo elettorale prodromico alla realizzazione di una progettualità politica comune è di facile attuazione in quanto non richiede un radicamento territoriale di tipo burocratico, raccolte di firme per la presentazione di liste, non è divisivo in quanto l’ ampiezza del dissenso tende a dissolvere personalismi disgregativi, è politicamente inclusivo in quanto produce una naturale vis attractiva  nei confronti dei ceti sociali maggiormente penalizzati a prescindere dalla loro provenienza culturale, e soprattutto è caratterizzato da una assoluta liceità giuridica in quanto l’art. 48 del della Costituzione stabilisce che “il voto è libero” ed il suo esercizio è un mero “dovere civico”. Vale la pena precisare che sin dall’ Assemblea Costituente si chiarì che non vi era contraddizione alcuna tra libertà e doverosità del diritto di voto in quanto il concetto di “doverosità” venne chiarito da Meuccio Ruini, all’ interno della Assemblea Costituente, precisando  che la formula prescelta non costituiva una obbligatorietà del diritto di voto, tant’è che il dovere di voto venne originariamente sanzionato esclusivamente con la menzione “non ha votato” nel certificato di buona condotta , ma la norma venne abrogata nel 1993 trasformando la doverosità del voto in piena libertà del suo esercizio. Auspico, con questo mio non breve ma, nella sua complessità, comunque relativamente sintetico “post” di stimolare riflessioni ed un eventuale dibattito tra quanti, appartenenti alla mia stessa comunità culturale ed umana, abbiano finalmente compreso che il Sistema si giova delle opposizioni istituzionalizzate in quanto ininfluenti alla modifica dello status quo e la politica di “entrismo” all’interno di forze politiche già inserite nel sistema politico istituzionale non produce altri effetti se non quelli della mortificazione dei propri ideali accompagnati ad una perdita di dignità.

Claudio Berrino