martedì 12 aprile 2022

TRASFORMARE LE IDEE IN AZIONE

Il mondialismo, nel perseguimento del proprio obiettivo di formazione di un unico governo planetario  caratterizzato dalla globalizzazione economica coniugata all'internazionalismo di derivazione marxista, non esiterà a creare un casus belli finalizzato ad ingaggiare una drammatica guerra contro l'unica Nazione che non si è piegata ai suoi diktat. L'ipocrisia pacifista di quanti in questi ultimi otto anni hanno sistematicamente ignorato le legittime rivendicazioni della Crimea, del Donbass, del Doneck, del Lugansk, e chiuso gli occhi davanti alle decine di migliaia di uomini, donne e bambini russofoni brutalmente assassinati oggi bercia contro una guerra provocata dal nuovo corso della politica statunitense e dagli interessi apolidi dei burocrati dell'Unione Europea. Pare di solare evidenza come il mondialismo veda nella cultura identitaria russa un antagonista da distruggere in quanto portatore di un sistema valoriale incompatibile con le tristemente note regole del "nasci, produci, consuma, crepa" che si vorrebbero imporre ad un Occidente che oggi altro non è se non la patetica parodia del suo passato. L'assistenza militare ad una delle parti belligeranti costituisce, secondo il diritto internazionale, un vero e proprio atto di guerra e non vi è chi non veda come l'Italia, in un processo di superamento della propria identità nazionale stia sacrificando il proprio benessere economico e la stessa sopravvivenza fisica della sua popolazione in omaggio  alle richieste di una comunità internazionale portatrice di interessi confliggenti con quelli italiani. Urge risvegliare le coscienze sopite di quegli italiani stanchi di vedere sistematicamente preferito l'interesse di popolazioni sconosciute alla serenità dei nostri anziani, al benessere dei nostri giovani, alla integrità della nostra stirpe.  Il nostro Popolo ha una terribile necessità di Nazionalismo, di Sovranismo, di Particolarismo, di riconoscimento della primazia dei propri diritti e delle proprie necessità su quelli di popolazioni e cartelli finanziari portatori di interessi confliggenti e per definizione ostili. Maggioranza ed Opposizione si sono spartiti il potere attraverso la creazione di un parlamentarismo addomesticato e vassallo di interessi antinazionali  ed una efficace azione di contrasto potrà realizzarsi solo a livello di libere aggregazioni associative, se non attraverso la creazione di un nuovo soggetto politico genuinamente nazionalista e intellettualmente irreprensibile. Urge trasformare le idee in azione.

Claudio Berrino

domenica 6 marzo 2022

DESCENSIO AD INFEROS

Emergo da un sonno lungo e agitato accompagnato da sogni ossessivi, non definibili come incubi in quanto non inquietanti, ma comunque ripetitivi ed ansiogeni. Il sogno, secondo la psicanalisi junghiana, è un viaggio nel mondo infero e la sua assenza di aderenza agli sviluppi razionali consente al proprio autore di viverlo e raccontarlo liberamente senza tema di censure e critiche, esattamente come in questo momento sta avvenendo. Nella fattispecie avevo una informale interlocuzione con il Presidente Russo che, nella deformazione onirica, inconsapevole della differenza dei reciproci ruoli, redarguivo duramente contestandogli la circostanza che non avesse esteso la propria occupazione bellica al centro ed al sud Europa e, segnatamente alla penisola italica. Le mie contestazioni, alle quali il Presidente opponeva tanto cortesi quanto imbarazzate scuse ed espressioni di circostanza, in quella situazione necessariamente irreale ed alterata che è un sogno, erano fondate sulla considerazione che non avesse ipotizzato di attuare una sorta di epurazione e bonifica della società italiana da ogni suo esponente legato al Moloch della finanza internazionale estendendola poi a inquilini dei palazzi di potere e ai gestori di reti mediatiche, senza naturalmente omettere di considerare gli atenei universitari ed il sedimentato familismo che, nella alterazione onirica, ne costituiva infrastruttura. Il Presidente, nel sogno, mi assicurava che ne avrebbe sicuramente parlato  con il Ministro Lavrov, raccomandandogli una particolare incisività nell'azione condotta, segnatamente, nei confronti degli apritori di scatolette di tonno,  dei genuflessori abituali e compulsivi, naturalmente senza dimenticare immemori bevitori di mojito e fagocitatori abituali di porchetta. Rassicurato da queste parole mi apprestavo a consegnargli una lista assai più completa ed articolata di soggetti sociali da attenzionare ma, malauguratamente, proprio in quel momento il suono della sveglia mi riportava allo stato di veglia. Un sogno dunque irreale ed irrazionale, al pari di tutte le esperienze oniriche che mai posseggono una aderenza con il vissuto quotidiano, ma sul cui senso e significato profondo non posso  e non potrò fare a meno di interrogarmi.

Claudio Berrino

sabato 5 febbraio 2022

IL MONDO DELLE IDEE, IL MONDO SENSIBILE ED IL FESTIVAL DI SANREMO

Le ormai raggiunte sei decadi di vita mi consentono di svolgere considerazioni sulle persone che ho avuto opportunità di conoscere e che per ragioni di lavoro o di interazione sociale mi trovo a frequentare e di raggrupparle fra loro in categorie omogenee. Non ho ambizioni classificatorie, ma in assoluta onestà intellettuale mi sento di poter suddividere l'umanità con cui mi sono relazionato in oltre mezzo secolo di esistenza in due gruppi antropologici, uno di esso esiguo nel numero ma eccellente nelle  qualità delle proprie componenti, ed un secondo amplissimo che pare non possegga alcuna affinità con il primo, e ciò tanto sotto un profilo culturale che antropologico. Ed ora analizziamo brevemente il primo "tipo umano", che Evola avrebbe definito forse come  "differenziato". Esso incarna le virtù della nobiltà umana ed i valori aristocratici ed è caratterialmente contraddistinto dal proprio amore per la Libertà , per l'Onore e per la Spiritualità. Il secondo, invero nutritissimo, gruppo è invece contrassegnato da tratti caratteriali e culturali deteriori  che fanno da contraltare alle virtù del primo, contrapponendosi quasi ontologicamente ad esso. L'appartenenza ad un gruppo oppure ad un altro è determinata, a mio sommesso parere, da qualità originarie, presumibilmente genetiche, minimamente condizionabili dall'ambiente sociale, dalla cultura o dall'educazione ricevuta. Sotto un profilo spirituale pare poi di dover constatare come l'appartenenza al "mare magno" del gruppo numericamente prevalente, che potremmo anche definire come quello  "della miseria umana",  sia condizionata forse dalla minore nobiltà d'animo del "daimon" che alberga in questi poveri esseri cui, l'affermazione delle tesi egualitarie determinata dalla rivoluzione francese, ha demandato ruolo e dimensione sociale immeritate ed inedite. I due gruppi  sono portatori di interessi differenziati e confliggenti in quanto, esattamente come i cavalli della biga di Apollo, si dirigono l'uno verso l'alto e la spiritualità del Mondo delle Idee, l'alto verso il basso e gli anditi maggiormente sordidi del Mondo Sensibile. La conclusione di questa mia estemporanea analisi, che è stata essenzialmente suscitata questa sera da una occasionale e non desiderata visione del festival canoro che si celebra tutti gli anni nel mio amato Ponente ligure, cui mi hanno costretto doveri di affectio coniugale, e dalle conseguenti valutazioni non particolarmente favorevoli sulla tipologia umana che lo anima, risiede nella constatazione che chi appartiene al primo gruppo umano deve prudentemente tenere le distanze, anche attraverso l'uso di strumenti mediatici, dal secondo, pena l'alterazione grave delle condizioni dell'umore.

Claudio Berrino

lunedì 31 gennaio 2022

RESET

Il fallimentare risultato conseguito alla mancata concertazione da parte delle forze del Centrodestra nella designazione unitaria di un comune nominativo, costituente “sintesi” nella scelta del candidato da proporre per il Quirinale, ha generato iniziative scomposte da parte delle sue eterogenee componenti. Mentre la Segreteria di Fratelli d'Italia, con stile "bertinottiano", ipotizza una non meglio precisata "Rifondazione del Centrodestra”, il Segretario Federale della Lega (un tempo Nord) si spinge addirittura a proporre la creazione di un Partito Repubblicano, nelle intenzioni dell'ideatore simile a quello statunitense, che vorrebbe composto contemporaneamente da Liberali e da Cattolici.  Premettendo che qualche approfondimento sulla storia e sui programmi dei partiti politici, a cominciare dal sia pur revocato "non expedit", eviterebbe a qualcuno l'imbarazzo di ventilare proposte “improbabili”, pare di tutta evidenza come l'ex movimento federalista-secessionista ed il precipitato storico dell'esperienza finiana si contendano il vassallaggio nei confronti della Casa Bianca. Il Segretario della Lega, che in questi mesi ha offerto prova provata all'opinione pubblica in tema di coerenza e fedeltà ai propri principi programmatici, passando dalla proposta dell’uscita dall’Euro – e  in ciò confortato da una piccola pletora di economisti poi “fulminati sulla via di Damasco e di Bruxelles” –  al sostegno al Governo dell’ex Presidente della Banca Centrale Europea, traendo probabilmente spunto dal fortunato ideatore del “Minestrone Primavera” commercializzato da una nota società di prodotti surgelati, vorrebbe amalgamare culture e provenienze storiche diverse, ovviamente eccettuate quelle “degli estremisti sconfitti dalla Storia” al solo “nobile” fine di vincere le elezioni, offrendo successivamente al – più o meno distratto – Corpo Elettorale un programma necessariamente raffazzonato e spurio, tanto per appartenenza culturale che per le relative proposte strategiche. Non gli è da meno la Segretaria di Fratelli d’Italia che, anticipando addirittura il competitor leghista, ha pensato bene di aderire, sin dallo scorso anno, all’Aspen Institute Italia, longa manus della Casa Bianca, unendosi associativamente, per quanto risulta dai media, a Romano Prodi, Giulio Tremonti, Renato Brunetta, Giancarlo Giorgetti e John Elkann. Chiunque abbia vissuto l’esperienza politica dello scorso secolo comprenderà perfettamente come i “pot-pourri”  ideologici costruiti esclusivamente per brama di potere anziché per il perseguimento di obbiettivi programmatici netti e predefiniti non possano che allontanare – e disgustare  l’elettorato  possedendo utilità esclusivamente per quanti, in forma diretta od indiretta, coniugano il pranzo con la cena grazie alla politica. Non mi riferisco ovviamente solo ai prescelti dalle Segreterie dei Partiti poi divenuti “eletti” ma anche a quella variegata compagine umana composta da portaborse, da nominati nei Consigli di Amministrazione a mano pubblica senza carature professionali da offrire, da non meglio precisati Consulenti Esterni, da impiegati delle “società satellite" create da Enti Territoriali, ovvero a quella piccola umanità disposta ad ogni abiura purché finalizzata alla conservazione della propria prebenda. Premettendo dunque come nessuna “intelligenza onesta” possa ipotizzare di costruire nuove “creature Politiche” che per la dissonanza intellettuale delle loro componenti sarebbero non minormente mostruose della “creatura” costruita dal Barone Von Frankenstein, si rende necessario porre dei “paletti culturali” indispensabili per restituire alla Politica l’originaria nobiltà e funzione sociale. Per quanto concerne soprattutto la compagine di Destra si rende necessario veicolare in ogni modo il concetto che la Destra a vocazione sociale e corporativa non ha nulla a che spartire con la destra liberale, di derivazione giacobina e mercantile. Un “matrimonio” tra queste due differenti ed inconciliabili espressioni del pensiero politico ed economico sarebbe semplicemente incestuoso ed osceno, e chi non comprende la non “coniugabilità” fra le ben differenti componenti culturali  può solo essere portatore di disonestà intellettuale, di alterazione cognitiva, oppure di crassa ignoranza. Le nuove “sfide” della Politica vanno dunque esclusivamente nella creazione di un “corpus politico” intellettualmente sano, omogeneo, con obbiettivi programmaticamente definiti, filosoficamente portatore di un comune sistema valoriale. Al di fuori di questo schema logico vi è solo il comportamento non conservativo di chi si vuole votato all’irrilevanza quando non all’indecenza.

Avv. Claudio Berrino

venerdì 28 gennaio 2022

PROGRESSO E REGRESSO

Il progresso è un'azione umana che si estende con la contemporanea e parallela regressione di quanto appartiene alla normalità e alla sacralità delle origini. Il progresso viene associato all'idea della crescita evolutiva lineare, propria della cultura giudaico cristiana, mentre il regresso viene curiosamente associato ad un percorso negativo della condizione umana. Ecco allora che quando l'uomo, in nome del progresso, contamina la natura, immette sul mercato alimentare prodotti geneticamente modificati, inquina il terreno con rifiuti tossici, diserbanti, pesticidi, procede alla clonazione di piante ed animali, utilizza terapie geniche sperimentali sulla popolazione e sui minori la sua azione riveste nell'opinione pubblica una valenza positiva, mentre quando si rifugia nel rispetto della Natura e dell'ordine naturale, nella conservazione delle gerarchie meritocratiche e vuole retrocedere nella direzione della Normalità viene tacciato di ignoranza e asocialitá, con conseguente attribuzione di una connotazione valoriale fortemente negativa. Infine quando  persiste nell'affermazione della necessità di perseguire obiettivi coerenti con la natura umana, in disaccordo con il "pensiero unico", viene indicato come soggetto radicale, nemico dell'avanzata trionfale della storia umana "conforme a ragione".  Da ultimo una considerazione, ovvero sintantoché qualcuno possiede un pensiero proprio la direzione della Storia non è e non sarà mai unidirezionale.
 
Claudio Berrino

lunedì 24 gennaio 2022

IL POTERE ED IL SUO ABUSO

Sono un padre e penso allo strazio di quei genitori che hanno visto il proprio figlio uscire dalla porta della loro casa per non farvi più ritorno perché falciato da una morte inaccettabile. L'alternanza scuola-lavoro non è stata solo una scelta improvvida ma una scelta malvagia nel suo senso etimologico di "portatrice di male". È stato imposto a giovanissimi liceali l'obbligo di svolgere un numero rilevante di ore non remunerate quale condizione per potere essere ammessi all'esame di maturità in una sorta di volgarizzazione del percorso didattico finalizzato a far acquisire alle nuove generazioni una forma mentis di sottomissione nei confronti del mondo dell'economia. 

Sono un figlio e penso alla preoccupazione di quegli anziani che non potranno più riscuotere la loro pensione perché privi del "salvacondotto" di Stato. Una misura punitiva che si aggiunge agli oneri insostenibili di un processo di digitalizzazione estraneo alla loro cultura e finalizzato ad una progettualità di controllo totale della popolazione. 

Sono un uomo libero e penso ai servi che collaborano con chi chiede il sangue dei loro figli e la vita dei loro genitori. Le responsabilità concorrenti non sono minormente gravi di quelle degli autori crimini. 

Il sentimento prevalente è ormai quello della paura per questa metamorfosi sociale  e del disprezzo nei confronti di quanti, con il loro silenzio complice, legittimano colpevolmente l'alterazione dell'Ordine Naturale dell'esistenza umana. 

Claudio Berrino

LA SOSTENIBILISSIMA LEGGEREZZA DELL'ESSERE


La leggerezza è una sospensione esistenziale dal peso di vivere. Per una intelligenza sana, ovvero caratterizzata da sanità mentale e dal conseguente sviluppo di normali processi logici, è il primo degli obbiettivi da perseguire nel cammino della vita. La leggerezza può essere indotta dal senso della lontananza dalle problematiche del quotidiano, dall’atarassia ovvero dalla mancanza di turbamenti nell’anima, dall’aponia ovvero dall’assenza di dolore nel corpo. Può però essere originata anche dalla passione, amorosa o politica che sia, ovvero dal tumultuoso coinvolgimento in esasperazioni dell’emozionalità che ci fanno dimenticare il nostro destino di mortali attraverso un effetto euforizzante ed “anestetizzante”. Tutto questo avviene nella normalità, ovvero in ciò che la mente umana accetta istintivamente come “norma”, come regola,  e in ciò che la società reputa come “giusto”. Poi vi sono gli sconvolgimenti della normalità. Tanto avviene in  periodi drammatici ed oscuri in cui si assiste ad un “rovesciamento” della realtà che vede le valorialità negative prevalere e sostituirsi a quelle positive. Il sistema diffonde progressivamente percezioni di pesantezza rendendo la vita gravosa e distopica compromettendone la qualità ai malcapitati cittadini, trasformati dall’autorità governativa nei peggiori dei sudditi. La “lebenswelt”, ovvero l’energia vitale viene compressa e demonizzata, mentre viene elevata a nuovo valore la remissività, pseudo-qualità edulcorata semanticamente con il termine di “resilienza”. Il nuovo modello valoriale diviene dunque ad essere quello servile, mentre viene demonizzata ogni espressione di volontà di potenza, di vitalismo, di reattività. Ed i servi, incredibilmente valorizzati dal sistema, si sentono legittimati a disprezzare e porre all’indice quegli uomini liberi che non accettano di perdere la loro dignità. Tornano alla memoria le parole di Publio Cornelio Tacito, ovvero “orribile quel tempo in cui tocca sguainare la spada per affermare che l’erba è verde e la neve bianca”.

Claudio Berrino