martedì 28 febbraio 2017

DJ Fabo sino a ieri era per me un illustre sconosciuto...



DJ Fabo sino a ieri era per me un illustre sconosciuto. Da oggi mi sento di considerarlo, in virtù della sua coraggiosa autodeterminazione, un Uomo Libero. Giudico indegno che una scelta individuale, rispettabilissima, stia “rimbalzando” mediaticamente, chiosata inadeguatamente da straccioni intellettuali che si sentono di esprimere quel disgustoso diritto che accompagna l’egualitarismo e le democrazie rappresentative, ovvero  il diritto di esprimere pensieri deteriori.
Al coro degli accattoni intellettuali si associano i nostri politici. Inconsapevoli del disprezzo che il popolo nutre nei loro confronti esalano ed esternano i loro effluvi  intellettuali da latrina.
Singolare, tra questi, un personaggio che recentemente è stato fatto oggetto di un’ inchiesta giudiziaria a seguito di “Rolex” regalati generosamente da imprenditori al proprio figlio, il quale invece di nascondersi per l’onta e dedicarsi al romitaggio, impudicamente compare di fronte alle telecamere per regalare a sua volta agli italiani non richieste considerazioni del genere “ lo Stato deve essere vicino a chi soffre”……..

Un pensiero di una banalità sconvolgente, accompagnato da un’altra “perlina” catto-comunista :” lo Stato non può tollerare il suicidio assistito”, ovvero non può “tollerare” la libera autodeterminazione di un Uomo.

Al coro stonato dei politici si aggiunge, in un crescendo disarmonico, la Chiesa Cattolica. Anch’essa, infatti, si sente in dovere di esprimere il proprio giudizio su una scelta individuale rispettabilissima opprimendola del velo pesante del proprio dogmatismo. Vi è da chiedersi se tanta “energia intellettuale”, in un’epoca in cui non le è più consentito di esprimersi attraverso i roghi e le camere di tortura sia frutto delle perversioni sessuali che alcuni dei suoi accoliti – come acclarato da recenti inchieste giudiziarie -  riservano ai fanciulli che vengono loro affidati.

La vicenda umana del DJ Fabo ripropone con forza il tema delle “ortoprassi”, splendidamente esaminate da Eliade Mircea nella sua “Storia delle Religioni”. Le “ortoprassi”, come l’etimo indica, sono i comportamenti che obbligatoriamente debbono seguire e non disattendere i seguaci delle religioni monoteistiche di origine ebraica, ovvero l’Ebraismo, il Cattolicesimo e l’Islam. Pena sanzioni di tipo giuridico, ben presenti nella “sharia” o di tipo para-giuridico come la “scomunica”, ovvero l’ostracismo votato a quei fedeli che non rispettano le regole imposte dalla Chiesa stessa.

Personalmente ritengo che una spiritualità malata, o un sistema politico in decomposizione, non possano occuparsi dei problemi dell’Uomo, né tantomeno dispensare valutazioni la cui provenienza  espone all’immediata diffidenza di chi si trova ad ascoltarle.

La vicende umana del compianto DJ Fabo deve servire a tutti noi a ritrovare quella consapevolezza che è la più importante prerogativa degli Uomini Liberi: incarnare quel frammento di Divinità che è in noi, e che ci rende Signori della nostra vita e non servi di parassiti o criminali organizzati.

                                                                                         Avv .  Claudio Berrino.