lunedì 27 aprile 2020

LA SATURAZIONE DEI LIQUIDI E LA SATURAZIONE SOCIALE

Ricordo una mia bellissima insegnante di chimica che, mille anni or sono, parlandomi del processo di saturazione mi indicava come fosse la "massima concentrazione di soluto in una soluzione " ed esemplificava, percependo la mia totale incapacità - già allora - di fare proprie le nozioni di carattere scientifico, descrivendomi la sorte dello zucchero sciolto in acqua.
Mi rappresentava pazientemente come la saturazione sarebbe avvenuta allorché nel liquido non fosse stato più possibile sciogliere un ulteriore quantitativo di zucchero. Mi chiedo oggi se lo stesso principio possa valere, oltre che per lo zucchero, anche per il fiele e se, per trasposizione concettuale, l'eccesso di fiele accumulato assistendo a reiterate manifestazioni di malafede frammiste a disarmante sprovvedutezza possa condurre, oltre che me stesso, quella collettività organizzata che è il Popolo Italiano alla saturazione.
Personalmente sono profondamente disgustato da quanto ho visto in questi ultimi mesi e francamente deluso dalla remissivitá dimostrata dai miei connazionali di fronte alla prova provata dell'incapacità del nostro sistema a regger le conseguenze di una emergenza sanitaria determinata, più che dalla diffusione di un virus malevolo, dalla inadeguatezza delle nostre strutture sanitarie distrutte dai "tagli" operati da un premier in Loden acclamato come "salvatore dell'Italia "nel 2012.
Posti in terapia intensiva dimezzati, 8000 medici e 13.000 infermieri in meno, riduzione del numero delle autoambulanze : queste le "glorie " conseguite dai collaborazionisti di Bruxelles.
La scure assistenziale è poi stata seguita dalla devastazione delle libertà individuali e collettive, accompagnata dalla illogicità di provvedimenti di ingiustizia manifesta che hanno regalato la libertà a fior fiori di criminali e l'hanno sottratta ad onesti cittadini.
Per non citare vicende assolutamente opache e inspiegabili, quali la scomparsa di farmaci indicati come salvavita quali la clorochina dalla rete di vendita.
La gestione di una emergenza sanitaria generatrice di morte e disperazione a ragione della inadeguatezza infrastrutturale voluta dall' Unione Europea è stata accompagnata da provvedimenti che hanno demolito l'economia del Paese relegando agli arresti domiciliari la forza lavoro "compensandola" con le stesse elemosine elargite dall'ex M5S (oggi MES) con lo sciagurato strumento del reddito di cittadinanza.
Torno quindi al mio quesito iniziale, ovvero mi interrogo sul "se" e sul "quando" il Popolo Italiano con una resipiscenza operosa comincerà ad acquisire la piena consapevolezza della propria infelice condizione e saprà sostituire una composta e dignitosa Reazione ad un indecente servilismo.
In fondo nulla caratterizza uno schiavo se non l'assenza di orgoglio e l'inconsapevolezza della sua naturale condizione di Uomo libero.

Claudio Berrino

mercoledì 1 aprile 2020

NULLA SARA' PIU' COME PRIMA

Oggi in Italia è stata superata la terribile soglia degli undicimila decessi e dei centomila contagiati. Il numero pare sia stato stimato per difetto in quanto è tratto dalle persone censite dal sistema sanitario come positive al Covid-19, quindi la statistica indica come il numero reale, verosimilmente, possa essere sensibilmente superiore. Viviamo nell'incertezza di quello che potrà essere il nostro futuro, biologico ed economico. Non abbiamo neppure la percezione dell'assetto geopolitico globale con cui ci confronteremo al termine dell' "Armageddon". Pare indubitabile che lo stress esistenziale al quale interi continenti sono sottoposti porterà le popolazioni a raccogliersi in territorialità dimensionalmente contenute, quelle che alcuni di noi chiamano Patrie. Ciò decreterà la fine della globalizzazione, del mondialismo, dell'indistinto a favore dell'identitario, del "caratterizzato " culturalmente, dell'etica di appartenenza anziché della ormai sconfitta morale universale. Siamo alla vigilia di uno snodo epocale che non dovrà però distoglierci, ad emergenza conclusa, dalla consapevolezza che l'ecatombe italiana non è stata frutto di un destino cinico e baro ma conseguenza di errori previsionali e di politica sanitaria che sono ascrivibili a ben precisi nomi e cognomi. Dovranno essere esaminate le singole responsabilità individuali ed i colpevoli chiamati a risponderne.
Lo dobbiamo ai nostri morti!!!

Claudio Berrino