domenica 14 agosto 2022

SIC TRANSIT GLORIA MUNDI

Gabriele D'Annunzio

Ho seria difficoltà a comprendere l'esigenza irrefrenabile, espressa in questi giorni da taluni politici famelici di Potere, di  consegnare alla Storia il fascismo, ovvero, utilizzando le parole di quel politico che poi fu rinviato a giudizio per riciclaggio, di storicizzarlo. Il fascismo non è il Partito Nazionale Fascista e neppure il Partito Repubblicano Fascista, ma un movimento culturale, filosofico, economico, mistico che appartiene già alla Storia, intendendo per essa uno sviluppo temporale di accadimenti passato, presente, ed anche futuro in relazione a quello che ne sarà il divenire.  Il fascismo sono le avanguardie futuriste di Filippo Tommaso Marinetti, la Mistica di Niccolò Giani, lo Spiritualismo di Julius Evola, l'attualismo filosofico di Giovanni Gentile, il Teatro di Pirandello, la Poesia di Ungaretti e Trilussa, l' Estetismo di Gabriele D'Annunzio, la socialità di Filippo Corridoni. Il Partito Nazionale Fascista è stato consegnato alla Storia dalle armi angloamericane e dall'omicidio del suo Capo, ma il pensiero fascista non può trovare una storicizzazione in quanto il mondo delle idee non é assoggettabile a restrizioni o limiti. Si può pertanto essere antifascisti, in quanto avversatori di quel Pensiero, afascisti, in quanto attendisti pronti a schierarsi, come osservava Renzo De Felice, con il vincitore di turno, ma non si può non essere fascisti se si condividono le componenti culturali e spirituali di un fenomeno ontologico, in quanto concreto, empirico, essente. Il Partito Fascista è oggi assoggettato, nella sua ricostituzione, al divieto posto dalla XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, ma il pensiero che lo ha animato, al pari di tutte le produzioni intellettuali, non è imprigionabile dall'incolta ipocrisia di un politico o dalla cogenza di una norma perché è una realtà immateriale, appartenente al Mondo delle Idee, prima che al Mondo Sensibile.

Claudio Berrino

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