sabato 4 settembre 2021

MECCANICI & SINDACI

Nel pomeriggio di oggi, prima di partire per il mare per una escursione, mi sono recato in officina per controllare i livelli del mio fuoristrada. Il meccanico apriva il cofano e mi indicava che "c'è molto da fare". Il suggerimento, oltre ad essere oggettivamente ermetico, mi veniva rappresentato in una forma semantica confusa ed irritante in quanto indeterminata, certamente inidonea a comprendere se vi fosse da cambiare l'olio oppure aggiungere del liquido refrigerante ma, riflettendo, giungevo alla conclusione che in fondo era prassi di tutto il mondo contemporaneo, in tutte le sue declinazioni sociali, quella di esprimersi cercando di non fare comprendere compiutamente all'interlocutore il proprio pensiero, quasi che la nettezza concettuale rappresentasse una blasfemia antidemocratica da cui difendersi ricorrendo all'arma della voluta imprecisione. Uscendo poi dall'officina mi imbattevo in una serie di manifesti elettorali di un candidato Sindaco il quale aveva prescelto quale slogan il periodo "c'è molto da fare", guardandosi ovviamente bene dall'indicare la sua priorità programmatica. Le residue perplessità sulle modalità comunicative del mio meccanico si scioglievano come neve al sole e consideravo come la democrazia e la sua connaturata imprecisione potessero inesorabilmente spingere verso il basso ogni ruolo sociale, banalizzandolo ed uniformandolo. Tanto esso fosse quello di un meccanico quanto quello di un aspirante primo cittadino. 

Claudio Berrino

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