martedì 7 settembre 2021

SCIENZA E SCIENTISMO

In un passo assai noto del Fedro, Platone riporta il mito egiziano del dio Theuth:

“…O re, questa conoscenza renderà gli egiziani più sapienti e più dotati di memoria: infatti ho scoperto un pharmakon per la sapienza e la memoria. - E il re rispose: - Espertissimo Theuth, una cosa è esser capaci di mettere al mondo quanto concerne una techne’, un'altra saper giudicare quale sarà l'utilità e il danno che comporterà agli utenti; infatti grazie a te, divenuti informati di molte cose senza insegnamento, sembreranno degli eruditi pur essendo per lo più ignoranti; sarà difficile stare insieme con loro, perché in opinione di sapienza invece che sapienti.” - (274e-275a)

Mi capita spesso di riportare alla memoria questo passo del Fedro che oggi più che mai risulta attuale. L’ultimo anno e mezzo è stato caratterizzato da eventi che il ragionamento logico comprende con grande difficoltà, ma che forse un’analisi accorta in parte può spiegare; in ambito medico-scientifico, questa analisi deve iniziare prendendo in considerazione moniti lanciati già da tempo da importanti rappresentanti della comunità scientifica.

Il Prof. Richard Horton nel 2015 in un editoriale sulla rivista Lancet, di cui attualmente è caporedattore, scriveva quanto segue: ”Il caso contro la scienza è semplice: gran parte della letteratura scientifica, forse la metà, potrebbe semplicemente essere falsa. Afflitta da studi con campioni di piccole dimensioni, effetti minimi, analisi esplorative non valide e conflitti di interesse flagranti, insieme all'ossessione di perseguire tendenze alla moda di dubbia importanza, la scienza ha preso una svolta verso l'oscurità.(1)” Queste parole potrebbero scuotere molti animi, ma prendere atto dei problemi è l’inizio della loro risoluzione.

E’ innegabile che ci sia una crisi nell'editoria scientifica accademica: troppa pressione sulle migliori riviste, troppi libri di qualità marginale, l’aumento di riviste ed editori “predatori” che pubblicano ricerche di qualità bassa o marginale e un'enorme impellenza sui docenti universitari di tutto il mondo per gli articoli scientifici.

Questa crisi è un artefatto di diversi sviluppi nell'istruzione superiore globale dell'ultimo mezzo secolo, in particolare la massificazione e l'aumento delle classifiche globali e nazionali delle Università(2) basate sulla produzione scientifica. La crescita esponenziale nel numero di riviste scientifiche è correlabile ad un’idea sociologica ormai insita nelle università di isomorfismo, la maggior parte delle istituzioni accademiche vuole assomigliare alle università in cima alla gerarchia accademica, e quindi cerca di diventare ad alta intensità di ricerca e produzione scientifica. Non si conosce l’esatto numero delle riviste scientifiche a livello globale, ma diverse stime indicano circa 30.000, con quasi due milioni di articoli pubblicati ogni anno.

Questa produzione di articoli scientifici ormai fuori controllo, oltre a creare danno d’immagine alla vera scienza, contamina l’atteggiamento scientifico di gran parte dei ricercatori.

Bisogna confidare che questo anno e mezzo possa contribuire a prendere atto della situazione descritta e trovare soluzioni per porvi rimedio, riflettendo sul fatto che la quantità non porta qualità ma rischia solo di generare un’importante inflazione del metodo scientifico e l’incapacità di discernere la scienza dallo scientismo soprattutto nelle generazioni future.

Dr. Mattia Berrone, PhD


BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

1) Horton R. The Lancet. Vol 385 April 11, 2015. DOI:https://doi.org/10.1016/S0140-6736(15)60696-1

2) Altbach P.G., De Wit H. Too much academic research is being published.

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