lunedì 24 gennaio 2022

LA SOSTENIBILISSIMA LEGGEREZZA DELL'ESSERE


La leggerezza è una sospensione esistenziale dal peso di vivere. Per una intelligenza sana, ovvero caratterizzata da sanità mentale e dal conseguente sviluppo di normali processi logici, è il primo degli obbiettivi da perseguire nel cammino della vita. La leggerezza può essere indotta dal senso della lontananza dalle problematiche del quotidiano, dall’atarassia ovvero dalla mancanza di turbamenti nell’anima, dall’aponia ovvero dall’assenza di dolore nel corpo. Può però essere originata anche dalla passione, amorosa o politica che sia, ovvero dal tumultuoso coinvolgimento in esasperazioni dell’emozionalità che ci fanno dimenticare il nostro destino di mortali attraverso un effetto euforizzante ed “anestetizzante”. Tutto questo avviene nella normalità, ovvero in ciò che la mente umana accetta istintivamente come “norma”, come regola,  e in ciò che la società reputa come “giusto”. Poi vi sono gli sconvolgimenti della normalità. Tanto avviene in  periodi drammatici ed oscuri in cui si assiste ad un “rovesciamento” della realtà che vede le valorialità negative prevalere e sostituirsi a quelle positive. Il sistema diffonde progressivamente percezioni di pesantezza rendendo la vita gravosa e distopica compromettendone la qualità ai malcapitati cittadini, trasformati dall’autorità governativa nei peggiori dei sudditi. La “lebenswelt”, ovvero l’energia vitale viene compressa e demonizzata, mentre viene elevata a nuovo valore la remissività, pseudo-qualità edulcorata semanticamente con il termine di “resilienza”. Il nuovo modello valoriale diviene dunque ad essere quello servile, mentre viene demonizzata ogni espressione di volontà di potenza, di vitalismo, di reattività. Ed i servi, incredibilmente valorizzati dal sistema, si sentono legittimati a disprezzare e porre all’indice quegli uomini liberi che non accettano di perdere la loro dignità. Tornano alla memoria le parole di Publio Cornelio Tacito, ovvero “orribile quel tempo in cui tocca sguainare la spada per affermare che l’erba è verde e la neve bianca”.

Claudio Berrino

Nessun commento: